Bocciato dal TAR il mega Parco fotovoltaico
Il ricorso presentato dal Parco dei Colli
In maggio ne avevano parlato addirittura in un convegno come della «comunità energetica rinnovabile pubblico-privata più grande d’Italia», 6.300 pannelli fotovoltaici per una produzione di 4 milioni di kilowatt all’anno, mentre all’inaugurazione era andato anche il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin. Ma dal dicembre precedente sul CER Imotorre di Torre Boldone pendeva un ricorso al TAR del Parco dei Colli. Che ha infine avuto ragione, con il tribunale che ha annullato le autorizzazioni.
Il progetto è stato realizzato grazie a un via libera del Comune dopo, aveva detto l’allora sindaco Luca Macario, «un’articolata istruttoria con il coinvolgimento della Provincia e del ministero delle Imprese». Ma il ricorso aveva fatto notare che l’area interessata rientra nella fascia delle «aree esterne al Parco», come stabilito dal Piano territoriale adottato quattro anni fa.
Si tratta di terreni appunto oltre i confini ma comunque sottoposti a vincoli. Questo significa che ogni progetto che li riguarda deve prima passare dalla commissione Paesaggio e poi essere mandato alla Soprintendenza, dopo di che il Comune può ugualmente procedere, motivando però la sua decisione. Ma quei passaggi non sono stati fatti, aveva notato il Parco dei Colli.
«Siamo anche nel raggio di 500 metri di diversi beni culturali, e anche questo comporta delle prescrizioni — aggiunge il presidente Oscar Locatelli —. Non siamo contrari all’energia fotovoltaica ma perché realizzare questi progetti nel 10% di territorio tutelato? Noi ci limitiamo a voler applicare le norme».
La sentenza ha accolto tutte le eccezioni. Anche se i giudici danno possibilità a Imotorre «di sottoporre all’amministrazione comunale un’istanza di accertamento postumo della compatibilità paesaggistica dell’intervento».
C’è però un problema. L’altro sconfitto dal ricorso è infatti il Comune di Torre Boldone che aveva rilasciato le autorizzazioni. Ma nel frattempo sindaco e Giunta sono cambiati e l’amministrazione attuale aveva sempre avversato il progetto, sostenendo di essere «favorevole ai pannelli solari, ma sui tetti e non nei campi».
«Ancora una volta una sentenza del Tar ha bocciato le scelte fatte dall’amministrazione Macario/Sessa — commenta il sindaco Simonetta Farnedi riferendosi ai suoi predecessori —. Ora tocca a chi aveva ottenuto il permesso di installare il mega impianto fotovoltaico decidere se ricorrere al Consiglio di Stato oppure richiedere una nuova autorizzazione, sottoponendola al vaglio della Soprintendenza. La nostra amministrazione rimane in attesa degli sviluppi della vicenda e solo quando non vi saranno più dubbi dal punto di vista giuridico potrà valutare le decisioni da prendere».
«La questione è tecnica — dice Macario —. È importante che venga confermato l’alto valore dell’impianto».
La proprietà di Imotorre non vuole per ora commentare la sentenza. Presenterà comunque ricorso al Consiglio di Stato, e in attesa della nuova decisione l’attività potrà continuare.
FABIO PARAVISI
Fonte: https://edicola-pdf.corriere.it/sfogliatore/index.html?group=CORRIEREFC#/sfoglio
